


Com'è felice il destino dell'incolpevole vestale!
Dimentica del mondo,
dal mondo dimenticata.
Infinita letizia della mente candida!
Accettata
ogni preghiera e rinunciato a ogni desiderio.Alexander Pope
"Sabbia a perdita d'occhio, tra le ultime colline e il mare-il mare-nell'aria fredda di un pomeriggio quasi passato, e benedetto dal vento che sempre soffia da nord. La spiaggia. E il mare. Potrebbe essere la perfezione-immagine per occhi divini-mondo che accade e basta,il muto esistere di acqua e terra, opera finita ed esatta, verità-verità-ma ancora una volta è il salvifico granello dell'uomo che inceppa il meccanismo di quel paradiso"...e lo rende reale.





morirei
dalla voglia di mettere un occhietto in quella finestrina
per gurdarci dentro e sbirciare ciò che non mi appartiene come una piccola ladra di immagini
per guardare la gente che passa la vita del mondo della strada dei giornalai dei bar dei mercati senza essere vista come uno spione come chi vuole essere invisibile.
piccola piccola
sorridente

Lina Bo Bardi (Roma 1914 – San Paolo 1992) ha creato spazi dove tutte le persone, senza distinzione di classe o di razza, potessero respirare a pieni polmoni, divertirsi, ricrearsi. La sua sensibilità artistico-architettonica aveva attinto dal padre, Enrico Bo, anarchico con una vita avventurosa, costellata da tanti mestieri: proprietario di una fabbrica di giocattoli, grafico, costruttore a Roma di buona parte del quartiere popolare Testaccio, dove ebbe cura di dotare gli edifici di comfort e di cortili con giardino.
vale la pena ricordare gli studi sull’artigianato, le esposizioni e la creazione del Museo di Arte Popolare di Bahia, e più tardi della Casa del Benin sempre a Bahia.Un manifesto ideale della “poetica della povertà” si oppone agli spazi creati dalle accademie ipermoderne, spazi concepiti da una cultura fredda, responsabile della divisione del genere umano tra superstiti di un mondo da cancellare, condannati alla distruzione ecologica, da un lato e dall’altro ricchi promotori di un progresso cieco in nome di una democrazia finta, violenta. Lina lavorò anche nei campi del design, della scenografia, della museografia, del cinema, dell’editoria e della didattica. Si definiva comunista. Ai suoi collaboratori citava spesso Gramsci e la critica della cultura industriale. Nella sua nuova idea di cultura, espressione di un impegno morale che integrasse l’efficienza tecnologica alle radici dell’esperienza popolare, il “popolare” non è inteso come folclore ma come portatore di un nuovo senso dell’umanesimo. Quel nuovo Umanesimo che dal Terzo Mondo giunge oggi, attraverso i new-global, a sventolare le sue bandiere multicolori sotto le grigie, fredde stanze del potere del Primo mondo.
ideale della “poetica della povertà” si oppone agli spazi creati dalle accademie ipermoderne, spazi concepiti da una cultura fredda, responsabile della divisione del genere umano tra superstiti di un mondo da cancellare, condannati alla distruzione ecologica, da un lato e dall’altro ricchi promotori di un progresso cieco in nome di una democrazia finta, violenta. Lina lavorò anche nei campi del design, della scenografia, della museografia, del cinema, dell’editoria e della didattica. Si definiva comunista. Ai suoi collaboratori citava spesso Gramsci e la critica della cultura industriale. Nella sua nuova idea di cultura, espressione di un impegno morale che integrasse l’efficienza tecnologica alle radici dell’esperienza popolare, il “popolare” non è inteso come folclore ma come portatore di un nuovo senso dell’umanesimo. Quel nuovo Umanesimo che dal Terzo Mondo giunge oggi, attraverso i new-global, a sventolare le sue bandiere multicolori sotto le grigie, fredde stanze del potere del Primo mondo.




Ecco.
Scarpe rosse. Ombrello rosso che gira.
un lampione a cui appoggiarsi aspettando l'uomo che si ama.
aspettando che ricominci a piovere, e nel frattempo godere dell'odore del terreno bagnato e dell'aria umida.
Allegria. Felicità. Sospensione verso il futuro, ma vivendo pienamente il presente.
Amare gioire aspettare guardare godere annusare soffrire ridere. Battere le scarpette per l'attesa.
Quelle bellissime scarpe appena comprate di cui andare orgogliose.
Aspettare un bacio un sorriso uno sguardo, appoggiate ad un lampione con un ombrello in mano.